ICP 2011/Uncategorized

16 ottobre – una giornata nella norma

una giornata all’insegna del vento, del sole e….. delle olive! con qualche sfaccettatura variopinta!

ci svegliamo di nuovo all’alba, sembra che per il momento, ad eccezione della manifestazione di venerdì scorso, possiamo vedere la nostra casa ed il piccolo villaggio di al ma’sara solo durante le ore del crepuscolo, o col buio!

partenza puntuale e destinazione già nota: il villaggio di burin ed i suoi giardini di olivi, che si distendono sulle colline proprio sotto la minacciosa presenza dell’insediamento di yizhar. il controllo costante da parte dei coloni si fa sentire anche oggi: un agricoltore e suo figlio, che stavano raccogliendo olive con l’aiuto di alcuni di noi, sono stati avvistati da una colona sulla collina opposta e spinti ad andarsene dai soldati dell’esercito.
durante il confronto (per fortuna più verbale che fisico) con i militari, si sono sentite le frasi più disparate: da un semplice “voi non avete il permesso di stare qui”, ad accuse ai contadini di non provenire dal villaggio di burin, fino ad affermazioni più criptiche ed oscure, tipo “gli attivisti internazionali sono come i coloni”…. – come a dire che la nostra estraneità alla terra di palestina ci renda automaticamente illegali su questo territorio.
ma forse le colonie sono invece legittime? stiamo ancora tentando di comprendere questo punto, ma qualunque suggerimento vorrete darci è ben accetto, i commenti sono aperti!

Nonostante il divieto di tornare nei campi, i nostri riescono ad aggirare il controllo militare e a raggiungere il resto del gruppo, che nel frattempo, sentendo prossima la minaccia di uno “sfratto”, ha messo il turbo nella raccolta cercando di rendere più fruttuoso possibile il tempo a disposizione. Al ricongiungimento, ci rimbocchiamo le maniche e ricominciamo a lavorare con gli occhi ancora più aperti.

ma le nostre abilità come attivisti non si fermano al settore primario: oltre ad essere dei validi contadini le nostre competenze sfondano i confini della rete e si dispiegano nel web. dopo ore di riunione con gli alti livelli del comitato di resistenza popolare, uno di noi rimasto a ramallah si è dedicato per l’intera giornata alla riconfigurazione del sito del comitato, mettendosi a disposizione nonostante la lontananza dal resto del gruppo.

Il resto della giornata si srotola tranquillo e bucolico tra gli olivi scossi dal vento, il pasto condiviso all’ombra degli alberi e una compagnia incomparabile. facciamo anche la conoscenza di altri due attivisti internazionali, uno svedese ed uno inglese anche loro alla prima esperienza con la raccolta delle olive. insieme aiutiamo le famiglie di contadini a trarre i frutti della loro terra, nei momenti di tranquillità che gli sono concessi da vicini di casa troppo “invadenti”. ci congediamo dal racconto in favore di un’ottima pasta alla norma!

yallah zeitun!!!!

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