ICP 2011/Uncategorized

17 ottobre – donne, bambini e pregiudizi

Una volta arrivati nella casa di M. e dopo aver fatto una colazione a base di pane fatto in casa, formaggio, humus, zatar e naturalmente olive…..

Siamo rimast* colpit* da degli sguardi nascosti dietro alle grate delle finestre… erano le donne della casa che, incuriosite dalla nostra presenza, incrociavano i nostri occhi che le guardavano dall’esterno della casa, in compagnia degli uomini.

Le ragazze del gruppo sono state invitate all’interno della casa..a questo punto questi occhi sono diventati giovani donne che con grande gioia hanno accolto l’arrivo di altre donne sconosciute all’interno del loro spazio domestico.

Una presenza femminile che apparentemente sembra assente ma che compare generosa in piatti succulenti come maqlube, o bevande come  shai ma nana, qahwe (tè e menta, caffè) e dietro tende e porte socchiuse. Una presenza femminile che quando sente di potersi esprimere liberamente, lo fa con grande entusiasmo, con sguardi complici e sorrisi, aldilà di ogni barriera linguistica.

Una volta arrivat* al campo di olivi anche gli uomini del gruppo hanno potuto dare un volto agli occhi che li guardavano con grande curiosità e interesse.

Tutt* assieme abbiamo trovato alberi che aspettavano solo noi per essere alleggeriti dal loro peso.. e piacevolmente lo facciamo in compagnia dei bimbi che una volta usciti dalla scuola ci hanno raggiunto con grande interesse.

Yes..yes..yes.. What’s your name..e altre parole ci hanno accompagnato in questa giornata con urla, giochi, canti e sane risate.

A malincuore i bimbi e le ragazze ci hanno permesso di andare via e con grande dispiacere abbiamo interrotto flussi di parole e giochi..

A sera, nell’incontro con il nostro coordinatore locale, abbiamo approfondito le ragioni della nostra collocazione presso quella specifica area nella giornata di oggi: si trattava di evidenziare e rendere visibile  la nostra presenza su campi prossimi alla Junction Road tra le colonie di Efrat e Noqdim, campi che sono continuamente minacciati dai coloni – meno di un mese fa diversi ulivi del campo in cui abbiamo avviato la nostra giornata sono stati dati alle fiamme di notte dai settlers – . Era presente anche il rappresentante del Ministero dell’Agricoltura e altri politici locali.  E’ stato importante lavorare in quegli uliveti per incoraggiare i contadini dei campi limitrofi ad andare a raccogliere le olive, e infatti è accaduto che nel pomeriggio diversi contadini siano venuti sulla strada, per vedere cosa succedeva. Naturalmente  eravamo anche sotto gli occhi dei coloni e dei militari, e il nostro gruppo, durante un breve trasferimento a piedi da un campo all’altro sulla Conjunction Road, è stato intercettato da un pick up con a bordo il comandante della locale guarnigione e un colono. Vale la pena descrivere i dettagli della situazione, perché ne siamo rimasti colpiti: due di noi, dall’aspetto molto simile a una coppia di coloni (per i copricapi), si trovavano alla testa del gruppo, il militare si è rivolto a loro parlando in ebraico, chiedendogli se ci fossero problemi; il nostro accompagnatore ha risposto che non c’erano problemi. Siamo rimasti sorpresi: non è possibile che due israeliani passeggino con persone palestinesi? Certo, ciò che è normale nel mondo, qui, in questa terra di ingiustizie e di libertà negata, purtroppo non lo è.

Yallah zaituna!!

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