ICP 2011/Uncategorized

16 dicembre – Strappare un sorriso

Che i soldati israeliani non siano autorizzati a parlare durante la manifestazione, è ormai scontato e assodato. Che non siano autorizzati a ridere, era facile da prevedere.

La manifestazione di venerdì scorso ad Al Ma’sara ha preso un taglio decisamente originale, nonostante le premesse non facessero presagire niente di buono: come in tutti gli altri villaggi nei quali si è svolta la consueta manifestazione, questo venerdì anche Al Ma’sara ha dedicato la sua mobilitazione a Mustafa Tamimi, il ragazzo di 28 anni deceduto sabato scorso, colpito da un candelotto di gas lacrimogeno che gli era stato sparato in volto da un soldato israeliano durante la manifestazione del venerdì a Nabi Saleh, Ramallah.

Ad attendere il piccolo corteo partito dal villaggio di Al Ma’sara c’era questa volta un numero assolutamente sproporzionato di soldati, polizia di frontiera, mezzi blindati, armi da fuoco, attrezzature antisommossa e via dicendo.

Probabilmente i militari si aspettavano una mobilitazione massiccia e “violenta”, ma si sono trovati a che fare con ben altro tipo di azione. Nel momento in cui il corteo si è fermato di fronte al cordone di militari e la situazione si è stabilizzata, un buffo personaggio si è fatto spazio tra le due linee che si fronteggiavano, mettendo in scena per un pubblico inusuale uno spettacolo di teatro comico e mimo, tra l’intrattenimento e la satira, nel linguaggio più universale che esista: quello del corpo.

La sua parodia dell’occupazione e della stessa manifestazione, che strappava risate ai manifestanti palestinesi come ai giovani soldati in prima linea, non è piaciuta però ai comandanti, che hanno ordinato allo schieramento di fare dietro-front e ritirarsi di alcuni metri, nel tentativo di boicottare la scena.

Ma il giovane attivista francese non si è arreso, e dopo aver guadagnato metri seguito da tutto il corteo, ha ripreso la sua pantomima lasciando libero spazio all’improvvisazione.

Mentre i militari di rinforzo se ne andavano dal villaggio senza aver mosso un dito – sembravano quasi insoddisfatti del risvolto “pacifico” della manifestazione – i volti ormai consueti degli altri militari continuavano a seguire incuriositi i gesti dell’attore, mentre altri due soldati si accostavano ad una cesta di cagnolini e li sollevavano, sotto lo sguardo attento e severo del comandante.

A nulla è valso il tentativo dell’artista di fare da tramite per una stretta di mano tra le parti: una delle due non riusciva a cogliere il senso profondo della sua azione.

DG – Yallah zeituna!!

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