ICP 2012/Uncategorized

729. Benvenuti in Palestina

Cambio di gruppo. Al-Masara accoglie anche noi con tanto humus e prelibatezze locali.

E’ la prima volta che mettiamo piede in Palestina e le contraddizioni ci piombano addosso. A cominciare dal primo giorno.

Siamo arrivati a Tel Aviv, “la città dove ci si diverte”. Definizione che sembra corrispondere alla realtà. L’ostello offre conferme: tutti sono gentili, affabili, spensierati. Uscendo però, troviamo primi segnali contrastanti. Ci consigliano una visita del quartiere Florentin, la SoHo di Israele, popolata da studenti, nuovi immigrati e lavoratori stranieri. Accanto ai bar affollati vi sono case in rovina, cassonetti ricolmi, odori non proprio da ‘fiore del deserto’, come spesso viene celebrata Tel Aviv.

Seconda fermata: Gerusalemme, “la città dove si prega”. Non poteva esserci descrizione più opportuna. Arriviamo di venerdì pomeriggio, all’inizio dello Shabbat per gli ebrei ed in piena festa per i musulmani – la eid al-adha, la festa del Sacrificio. All’interno della città vecchia notiamo un contrasto anche nei suoni: il muro del Pianto risuona di preghiere e canti ebraici, il muezzin invita alla preghiera i fedeli e le immancabili campane cristiane scandiscono il tempo. Suoni  che, nonostante la prossimità, sembrano essere udibili alla sola rispettiva religione. Eppure stiamo parlando di pochi chilometri quadrati.

Lungo la strada per Al-Ma’sara non possiamo far altro che confermare ciò che hanno visto i ragazzi prima di noi. La differenza con le precedenti due tappe è abissale: si passa da strade spaziose  ad un gruppo di case impolverate che di sera sono avvolte dal buio e dall’odore dei rifiuti bruciati. Nel mezzo troviamo loro, le colonie, migliaia di abitazioni confortevoli e illuminate a giorno. Mangiamo e raccontiamo le nostre impressioni. “E’ una terra pieno di paradossi” – concordiamo unanimi.

E mentre lo diciamo ci accorgiamo di averne uno nelle nostre mani, precisamente nei nostri bicchieri: una bevanda al limone, il cui codice a barre comincia con “729”, che sta per “prodotto israeliano”. Qui, ad Al-Ma’sara, “la città che resiste”.

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