RESISTENZA POPOLARE

Primo giorno in West Bank

2 Ottobre 2013, arriviamo a Bil’in. Il nostro primo giorno di permanenza in West Bank abbiamo assistito alla ottava conferenza annuale dei Comitati di Resistenza Popolare. Attraverso incontri e testimonianze abbiamo iniziato a conoscere alcuni aspetti di vita e di lotta in West Bank.

Jordan Valley

Due settimane fa nella Valle del Giordano la diplomatica francese Marion Castaing e’ stata aggredita da soldati israeliani che le hanno requisito il convoglio umanitario che stava accompagnando. Questo conteneva tende e kit di emergenza per le famiglie beduine Palestinesi i cui villaggi, dallo scorso agosto, stanno subendo una ulteriore ondata di demolizioni e espropriazioni da parte dell’ esercito israeliano. Le terre abitualmente abitate dai beduini (sia nella Jordan Valley che nel Negev) sono da quest’estate particolarmente prese di mira dalle autorita’ israeliane, che continuano ad eseguire sfratti e demolizioni di interi villaggi. Questo si va a sommare alle quotidiane difficolta’ di vita sotto occupazione, tra colonie e check-point. Uno dei partecipanti alla conferenza, proveniente dalla Valle del Giordano, e’ intervenuto lanciando un appello ai politici presenti: “Avrete visto le immagini della mia terra in tv. Il mio villaggio da destra e’ strozzato da un centro di addestramento militare, a sinistra da un check-point. Ci hanno rubato l’acqua che ora serve sette colonie, mentre noi siamo senza acqua potabile, che potremmo ricomprare solo a prezzo molto maggiorato. Vorrei invitare i rappresentanti politici qui presenti a venire a vedere con i propri occhi. Venite a trovarmi.”

Khalil

Sempre due settimane fa a Khalil (nome arabo di Hebron) migliaia di coloni si sono recati in visita alla Tomba dei Patriarchi per la festa di Sukkot, dando origine a diversi scontri con la popolazione palestinese della citta’. Durante tali scontri e’ morto un soldato israeliano. Come rappresaglia Netanyahu ha ordinato la ricoccupazione del palazzo palestinese di Machala, che era stato strappato ai coloni; l’esercito ha schedato tutti gli uomini di Khalil e ha serrato la morsa sulla citta’. Dopo la conferenza abbiamo incontrato la coordinatrice per l’ISM (www.palsolidarity.org) di Khalil, che ci ha raccontato: “Ieri notte non abbiamo potuto dormire. La sera sono entrati in una casa dei coloni con i soldati, accusando una bimba di tre anni di aver tirato sassi ai loro figli. Questa accusa sarebbe stata ragione sufficiente perche’ i soldati prelevassero lo zio. All’arrivo di noi internazionali, pero’, si sono allontanati. Siamo rimasti con la famiglia nel caso ritornassero; nel mezzo della notte infatti si sono ripresentati. Non si aspettavano pero’ di trovarsi tante telecamere puntate addosso. Confusi, hanno chiamato il generale e sono ripartiti. Durante la loro “visita” i soldati hanno spinto la bambina contro le scale ferendola alla testa: quando siamo arrivati lei continuava a indicare un segno scuro sulla sua fronte e a dire “Soldati, soldati”.

Questo e’ il contesto in cui i comitati portano avanti la Resistenza popolare. Nei prossimi giorni inizieremo a collaborare con loro sia accompagnando i contadini nella raccolta delle olive sia partecipando alle manifestazioni del venerdi’ che vedono la partecipazione di attivisti internazionali e Israeliani a fianco dei Palestinesi.

Il confine del villaggio di Bi'lin da cui sono visibili le colonie in espansione ed il muro

Il confine del villaggio di Bi’lin da cui sono visibili le colonie in espansione ed il muro

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