COLTIVARE SOTTO OCCUPAZIONE

La Palestina che r-accoglie

Anche quest’anno in Palestina e’ iniziato il periodo della raccolta delle olive, una delle principali fonti di sostentamento nelle aree rurali della West Bank. Gli agricoltori non possono decidere autonomamente quando effettuare la raccolta poiché sono vincolati da permessi rilasciati arbitrariamente dall’esercito israeliano all’interno dell’Area C. Capita spesso che i contadini siano costretti a passare intere mattinate ad attendere che l’IDF (Israel Defence Forces) conceda loro l’accesso ai propri uliveti. Anche quando riescono a raccogliere possono essere soggetti a incursioni di coloni che tentano di fermarli con lanci di pietre, minacce e furti del raccolto. Perciò il nostro progetto prevede l’affiancamento agli agricoltori, in quanto la presenza di internazionali può rappresentare un deterrente agli episodi di violenza e di intimidazione.

Il primo intervento, della durata di tre giorni, e’ stato svolto presso i terreni di una famiglia di Kufr Qaddoum particolarmente attiva nei PSCC, tanto che uno dei figli si trova tuttora in carcere per aver partecipato alle proteste locali.

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Il raccolto della giornata

Successivamente ci e’ stato chiesto di affiancare un’altra famiglia i cui terreni si trovano su una collina immediatamente adiacente alla strada sbarrata dall’esercito a causa della presenza della colonia illegale di Giv’at Hamerkaziz. La collina viene devastata dai soldati durante le manifestazioni del venerdì che da lì lanciano lacrimogeni, rubber bullets e sonic bombs sui manifestanti. Gli ulivi sono ricoperti da uno spesso strato di fuliggine nera causata dai fumi di copertoni bruciati dagli shebab per proteggersi dagli attacchi.

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Uliveto. sullo sfondo la colonia di Giv’a Hamerkaziz

L’ultimo intervento della settimana e’ stato effettuato a Burin, nel distretto di Nablus, dove nei giorni scorsi sono avvenuti numerosi episodi di violenza contro i contadini e il taglio di decine di ulivi da parte di coloni.

Residui di lacrimogeni nell'uliveto

Residui di lacrimogeni nell’uliveto

Gran parte dell’economia delle aree rurali palestsi si basa sulla quantità di olive raccolte e sull’indotto legato alla loro  trasformazione e lavorazione. Alcuni contadini pagano le somme dovute ai loro fornitori di generi alimentari con sacchi di olive o con bottiglie di olio. L’esproprio di terreni, gli atti violenti dei coloni e i divieti di raccolta impediscono alla popolazione rurale di sopravvivere. A nostro parere, questo e’ un atto politico del governo israeliano mirato a limitare la capacita’ di sussistenza dei contadini, costringendo molte famiglie palestinesi ad emigrare abbandonando la propria terra.

Zeituna resistente

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