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Il primo check-point palestinese

Wadi Fukin è uno dei villaggi nell’area ovest di Betlemme coinvolti nella confisca di quattrocento ettari di terre per l’ampliamento delle colonie di Gvaʼot, Beitar Illit e Bat Ayin. Il progetto prevede l’unione dei tre settlements che provocherebbe la chiusura dell’unica strada di accesso al villaggio e il conseguente isolamento dei suoi abitanti. Già allo stato attuale la vicinanza con le colonie provoca numerosi disagi ai palestinesi, tra i quali la contaminazione delle acque dei bacini di raccolta in cui vengono immessi gli scarichi fognari delle colonie. Mercoledì abbiamo raccolto le olive in un campo del villaggio e il proprietario ci ha raccontato di aver ricevuto il foglio di notifica della confisca di circa metà dei suoi terreni e che è già in corso una causa alla Corte Militare israeliana per contrastare tale decisione

Alcuni manifestanti

Alcuni manifestanti

Venerdì ventiquattro Ottobre abbiamo partecipato alla quarta manifestazione indetta dal Comitato Popolare di Resistenza di Wadi Fukin, costituitosi negli ultimi mesi. Oltre ad alcuni abitanti del villaggio, erano presenti diversi membri del PSCC di Al Maʼsara, Ramallah e Hebron insieme ad un gruppo di internazionali. Il corteo è partito dalla moschea nel centro del villaggio e si è diretto verso i terreni soggetti alla confisca. Alla fine del centro abitato, sulla strada che porta alle campagne, stazionavano due veicoli militari israeliani e una camionetta della Border Police. Mentre il corteo procedeva lungo la strada è sopraggiunta una macchina di coloni in direzione opposta, quindi alcuni attivisti palestinesi e internazionali hanno tentato di impedirne il passaggio poiché la strada è a solo uso palestinese. Immediatamente i militari hanno sparato un lacrimogeno per disperdere i manifestanti consentendo cosi all’auto di passare.

Esercito israeliano e sullo sfondo la colonia di Beitar Illit

Esercito israeliano e sullo sfondo la colonia di Beitar Illit

Il corteo ha proseguito e dopo circa un chilometro di cammino ha incontrato una seconda macchina di coloni armati e ha cercato nuovamente di impedirne il transito invitando il conducente a invertire il senso di marcia.

Coloni armati

Coloni armati

Mahmoud Zwahre, coordinatore dei PSCC di Al Ma’sara, ha spiegato al guidatore che quella strada è adibita a solo uso palestinese poiché collega i campi coltivati al villaggio: non si capisce quindi il motivo della loro presenza in quellʼarea se non come un ulteriore sopruso nei confronti dei contadini. La macchina ha invertito il senso di marcia ma poco dopo è ripassata facendosi scortare da due camionette dell’esercito e dalla Border Police.

Check point palestinese

Check point palestinese

L'esercito scorta la macchina dei coloni

L’esercito scorta la macchina dei coloni

Questa azionè é stata ironicamente definita dagli attivisti ʺil primo checkpoint palestineseʺ rivendicando il diritto dei palestinesi di potersi muovere liberamente sul proprio territorio in opposizione alle continue limitazioni imposte dall’esercito israeliano.

Zeituna Resistente

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