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Attraversando il muro

Nel 2002, con il pretesto della sicurezza, le autorità israeliane hanno iniziato la costruzione del Muro che separa Israele dalla West Bank. Inizialmente il percorso del muro avrebbe dovuto seguire il tracciato della Green Line (la linea armistiziale del 1967) ma ad oggi si snoda invece all’interno della Cisgiordania annettendo ulteriore terra palestinese al territorio israeliano (vedi mappa). Inoltre il muro separa i palestinesi dalle proprie terre, limita la libertà di movimento e frammenta ulteriormente il territorio.

I casi di Qalqilya e Betlemme, che abbiamo avuto modo di vedere, illustrano bene queste dinamiche.

Qalqilya

Giunti al centro di Qalqilya, percorriamo un viale alberato che pian piano degrada fino a giungere in un grande piazzale sterrato: a questo punto la visuale e’ bloccata da una barriera di cemento armato alta otto metri che circonda completamente la citta’ (vedi mappa)

Il muro di Qalqilya

Il muro di Qalqilya 1

Il muro e’ stato terminato nel 2003. In passato Qalqilya era considerata il paniere della West Bank per le ricca produzione agroalimentare e vivaistica. Oggi approssimativamente 7000 dunums, la meta’ delle terre coltivabili di Qalqilya, e 15 dei 39 pozzi d’acqua si trovano al di là’ del muro. Per accedere ai propri terreni i contadini hanno bisogno di speciali permessi rilasciati arbitrariamente dalle autorità militari israeliane.

Il muro di Qalqilya 2

Il muro di Qalqilya 2

Betlemme

A Betlemme il muro divide prima di tutto la parte nord della città dalla colonia di Gilo (vedi mappa). Una parte aggiuntiva si snoda all’interno della città creando un corridoio di due muri paralleli. Questo corridoio viene utilizzato sia dagli israeliani per raggiungere la Tomba di Rachele da Gilo che dall’esercito per accedere con facilità all’adiacente campo profughi di Aida; ciò avviene attraverso un portellone situato a pochi metri dall’ingresso del campo. Gli abitanti di Aida, dal 2003 chiusi dal muro su due lati, portano avanti una forte resistenza contro l’occupazione a cui l’esercito israeliano risponde quasi quotidianamente con massicci lanci di lacrimogeni e sound bombs, raid all’interno del campo, arresti indiscriminati e violenze diffuse.

La torretta bruciata durante gli scontri al campo profughi di Aida

La torretta bruciata durante gli scontri al campo profughi di Aida

Il portellone di fronte allʼingresso di Aida Camp

Il portellone di fronte allʼingresso di Aida Camp

Negli ultimi anni, writers palestinesi e internazionali, tra cui i più noti Banksy e Blu, hanno dipinto parti del muro con graffiti, murales e scritte contro l’occupazione. Da una parte, questa galleria a cielo aperto di messaggi a sostegno della resistenza palestinese spezza il grigiore del muro; dall°altra, é diventata una tappa quasi obbligatoria per i turisti che rischia di distrarre l’attenzione da ciò che effettivamente il muro significa per chi lo vive quotidianamente.

IMG_5615

Muro di Betlemme 1

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Muro di Betlemme 2

E’ difficile comprendere la complessità del muro che serve per controllare la Palestina, dividerla al suo interno, impedire la libertà di movimento, rubare porzioni di territorio e umiliare fisicamente e psicologicamente ogni persona che cerca di attraversarlo. Inoltre questa barriera dai confini arbitrariamente imposti da Israele rende di fatto impraticabile la soluzione di uno Stato unitario palestinese nei territori occupati nel 1967. Allo stato attuale, qualsiasi accordo di pace non può prescindere dalla cancellazione del progetto di espansione del muro e dall’abbattimento delle barriere già esistenti. Link mappa tre.

Il mu

Il muro di Betlemme 3

Zeituna Resistente

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