insediamenti colonie/palestina, news, diritti umani/RESISTENZA POPOLARE/Uncategorized

Sensibili alla polvere

Abbiamo passato la notte (fino alle due) nel piccolo villaggio beduino di Khan al-Ahmar, per aiutare la comunità a erigere un tendone antipioggia nello spazio davanti alla scuola che per mesi ha visto alternarsi gruppi volontari palestinesi e internazionali decisi a contrastare il piano di demolizione e evacuazione forzata dei suoi abitanti, deciso da un tribunale israeliano.

La scuola ha una storia anche un po’ italiana, perché è stata costruita con un progetto di architetti nostrani utilizzando vecchie gomme come struttura, ricoperte poi da uno strato di consolidante ecologico composto di terra e paglia. La frequentano circa 150 bambini provenienti da diversi villaggi della Jordan Valley, dove è situata. È stata condannata perché si trova sulla zona di espansione del mostruoso serpente formato dalla colonia di Ma’ale Adumim, che appunto si snoda per chilometri da sud (Jordan Valley) fino a lambire il quartiere dei Abu Diss, che congiunge Gerusalemme Est ai Territori Occupati. Questo piano annoso è conosciuto come E1 ed  è ben noto in Israele e alla comunità internazionale. Il progetto vuole dividere, tramite la colonia Ma’ale Adumim, la più grande dei Territori Occupati, l’area di Gerusalemme Est, di pertinenza palestinese, dagli abitanti di tutta la West Bank, così da isolare la parte cosiddetta araba, ed impedire concretamente la creazione di uno stato di Palestina, con Gerusalemme al suo interno.

Per lunghissime notti, i volontari hanno vegliato nella scuola, ed altri hanno lanciato campagne di conoscenza e sensibilizzazione in tutto il mondo. Queste pressioni hanno ottenuto di far posticipare la distruzione della scuola e del villaggio; ma la piccola soddisfazione di ieri per l’ultimo annuncio di sospensione temporanea, dato dal premier israeliano con le solite pompose parole suona più come l’ultimo pasto per un condannato che come un reale cambiamento di programma. La vera vittoria è stata invece di far rivivere una resistenza popolare palestinese, che grazie all’organizzazione delle notti passate nel giardino della scuola da attivisti palestinesi ed internazionali, sono riuscite ad illuminare l’oscuro piano coloniale, che pur avendo mezzi e soldati, ha però mostrato la sua debolezza nel non voler rivelare apertamente al mondo la volontà reale di effettuare la pulizia etnica dei beduini in Jourdan Valley. Questa doppia faccia del potere politico militare israeliano è evidente nella propaganda che vuole convincere l’opinione pubblica a frequentare turisticamente il paese, illustrato come un’oasi di bellezza e divertimento, e al contempo continuare a perseguire un piano di pulizia etnica della palestina realizzabile solamente in modo armato e violento. La distonia di questo racconto appare chiaramente a chi esce dai confini consigliati, e cammina per le polverose strade della Palestina.

Questa polvere persistente e biancastra, che investe noi tutti appena lasciamo le bypass roads, le strade costruite per collegare le colonie in West Bank alle città in Israele, ormai per la maggior parte permesse anche ai Palestinesi, a causa della mancata realizzazione di una rete stradale alternativa, e che addirittura tagliano a metà gli accessi ai villaggi e alle città della Cisgiordania, costringendo noi visitatori ad attraversare appunto zone sterrate per raggiungere le nostre mete. Ecco! Siamo diventati sensibili a questa polvere persistente, che impregna i nostri vestiti e sbianca le nostre scarpe, non se ne vuole andare anche dopo molti lavaggi, perchè è diventata polvere dalle pietre di calcare salino che ricoprono uniformemente ed ineluttabilmente tutta questa terra. Mentre sciacquo per la terza volta i miei pantaloni, penso che la persistenza di tutta questa polvere sia un po’ come la resistenza di questo popolo, sottile ed impalpabile, ma generata da una fonte inesauribile.

 

Le olive grasse

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...