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conflitto/insediamenti colonie/pace

Le colline hanno gli occhi, quando conviene

In Cisgiordania settentrionale, nei pressi di Nablus, sotto la calura che ci accompagna durante la raccolta delle olive, tra le terre degli abitanti del villaggio di Kufr al-Qaddoum e le estreme propaggini delle colonie che punteggiano le colline, veniamo a conoscenza di un nuovo tassello nella comprensione della macchina di occupazione israeliana. Il consumo di … Continua a leggere

COLTIVARE SOTTO OCCUPAZIONE/conflitto/nonviolenza/palestina/palestine/raccolta olive

MUQAWAMA Al-ZEITUN. Testimonianze di scambi, resistenze e ritorni dal mondo agricolo palestinese.

Scambi. Passati ormai più di venti giorni in Palestina, raccogliamo le olive e scopriamo che gli agricoltori sono in realtà una miscellanea di laureati, migranti ritornati, medici, avvocati, docenti universitari, muratori e operai che nonostante le carriere perseguite e il posto di lavoro in città continuano a lavorare le loro terre con passione e dedizione. … Continua a leggere

pace/palestina

Perché in Palestina.

Giunto quasi al termine di questa esperienza di volontariato in Palestina, delle domande mi rimbombano nella mente: cosa può fare l’Italia o per meglio dire quella parte d’Italia, la società civile solidale e sensibile nei confronti del popolo palestinese? Come gli internazionali possono supportare e sostenere la resistenza palestinese ed essere di un qualche aiuto … Continua a leggere

diritti umani/insediamenti colonie/news/pace/palestina

Al-Khalil. Cronache da un ordinario apartheid

L’abituarsi a vedere e incontrare i soldati, un giorno normale nella vita di un Palestinese. La difficoltà di carpire l’anima di questa terra, sporcata e nascosta dall’occupazione. Perché la Palestina si intravede dietro le parole di chi, nonostante tutto, resiste, ancora. Ma si intravede soltanto, perché nessun discorso può fare a meno di parlare dell’occupazione. … Continua a leggere

RESISTENZA POPOLARE

Non tutte le strade portano al muro

Due settimane in Palestina e una delle parole più ricorrenti nei nostri discorsi è “strade”. La libertà di movimento, o meglio la non libertà di movimento in Palestina è uno degli aspetti più evidenti e odiosi dell’occupazione israeliana. La frammentazione del territorio e, di conseguenza, del popolo palestinese in aree differenti è la sabbia nell’ingranaggio … Continua a leggere